• Le venature del legno.

“E poi la gente lo sa, e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.”

De André lo trovo davvero un buon compagno.
Ripercorro con lo sguardo le venature del legno, mi perdo in una certa malinconia. Indosso gli orecchini nuovi, fini, dorati, leggeri. Mi piacciono le cose aggraziate e le melodie cullanti.

Non ci lasceremo mai, mai e poi mai.” Le rose appassiscono in fretta, ma mi piacciono lo stesso. Rosse, vellutate. Sono passati due giorni da San Valentino. Ma la malinconia è tutt’altro. Quella no, non appassisce. Quella da appassita qual è, poi germoglia, cresce e come l’edera s’arrampica.

Oggi è un lunedì molto domenicale.

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3 thoughts on “• Le venature del legno.

  1. Victor Hugo scriveva della malinconia che è “la gioia di sentirsi tristi”, la potremmo definire come il desiderio, in fondo all’anima, di qualcosa che non si ha mai avuto, ma di cui si sente dolorosamente la mancanza.

    Non male a differenza di quello che pensano in tanti vero? eheh!

    Ciao Nathalie, piacere di averti trovata. 🙂

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