Agitazione.

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Stava lì in piedi a mescolare le paranoie con le preoccupazioni reali e si mordeva il labbro con una famelicità trattenuta. Fare avanti e indietro con la foga che avrebbe impiegato rappresentava un enorme dispendio di energie, che in quel momento sentiva come mancarsi. Senza ombra di dubbio era cosa inutile preoccuparsi di ciò che aveva attorno, data la turbolenza che si animava dentro di sé; ma immediatamente, senza poter fare niente per evitarlo, posò i suoi pensieri immaginando quel che sarebbe venuto dopo il vuoto.  

Si paravano una serie di ipotesi e queste non facevano altro che aumentare l’agitazione. Calma? O altre ragnatele tra le paure riesumate in soffitta?

Trovare una soluzione in quei momenti era come cercare di guardare le stelle durante un temporale. Il cielo blu plumbeo lasciava trasparire solo una figura opaca di sé, avviluppandosi in una coperta di nubi cariche di pioggia.

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