Parola d’ordine: nutrire l’avvoltoio! 

e lasciami perdere
che non ne posso più
che più sfigati siamo
e più si pippa di gusto
yummy yummy
questa mattina
ho avuto un colloquio di lavoro
questa bella avvenente signora mi chiede quali siano le mie aspirazioni
aspirazioni
trovare un lavoro, oppure un altro
fare un mucchio di soldi da non poterli contare
o fare tanto sesso da potersi stancare
girare per le strade come fossi al centro del mondo
guidare un’automobile che la gente si volta a guardare
insomma
vorrei
farli
morire
d’invidia
d’invidia tutti quanti
l’invidia del resto, lo dicono i sociologi, è il sentimento più diffuso
e tanto vale darci dentro!
vai, dai, vai che sei solo
uno su mille ce la fa
e stai a vedere
che questa volta tocca a te
se tuo fratello resta al palo
mandalo affanculo!
non aver pietà o rispetto per nessuno
parola d’ordine: nutrire l’avvoltoio!

Questa è una buona parte del testo di Disinteressati e Indifferenti, canzone de Il Teatro degli Orrori. Ultimamente l’ascolto spesso, io, che un po’ ne traggo anche una sorta di motivazione, così sbagliata e giusta allo stesso tempo. Contraddittoria, cattiva, egoista e terribilmente reale. Ventunesimo secolo alimentato a invidia. 

E non si stacca mai la spina.
  

  

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3 thoughts on “Parola d’ordine: nutrire l’avvoltoio! 

  1. gabriarte ha detto:

    la differenza è che i nostri genitori che hanno sofferto la fame e la guerra, hanno lottato per trasmettere a noi quella ricchezza di ideali che fanno grande un uomo. Forse,alcuni di noi, non hanno capito e hanno pensato di rincorrere in qualsiasi modo quel potere economico che avrebbe risolto i loro problemi e quelli dei loro figli.Lungo la strada però, hanno lasciato la vera ricchezza,stà a voi giovani la scelta se raccoglierla o far finta di nulla .Posso solo augurarti in bocca al lupo

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    • nataliamusto ha detto:

      La generazione prossima che deterrà le redini di questo paese è forse più della precedente priva di ideali concreti; i giovani sembrano tutti spiazzati, o meglio, lo sono. Confusi, per quanto i loro genitori abbiano tentato di tenerli lontani dagli orrori della guerra, in un modo o nell’altro sempre ne sono venuti a contatto ricevendo tuttavia l’effetto contrario a quello sperato dalle generazioni precedenti. I valori così si stanno perdendo e il denaro è venerato alla stregua di una divinità. È triste essere portavoce di una massa alla quale proprio non ci si riconosce ma dovendo fronteggiare quello che vedo distinguo solo tanta opacità.

      Ti ringrazio del commento bellissimo e dell’in bocca al lupo. Che dire, buona serata! :))

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  2. gigifaggella ha detto:

    un bellissimo grido di allarme molto realistico… Io credo che la società di oggi abbia creato un’infinità di avvoltoi ma abbia rafforzato l’idea del bene in quei pochi che ancora ci credono, e da lì occorrerà ricominciare. Sarà una strada in salita ma leggere parole come le tue riscalda il cuore alla speranza…

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